Umiliazione da sim card!
|
Ieri mentre il mio destino serale era quello di guardare tutta sera la partita alla televisione ho pensato bene di fare un salto in edicola e munirmi di giornali per passare meno tristemente la serata... Leggendo e sfogliando qui e là ho trovato questo racconto molto carino....
=Quando LUI mi fa stare tanto male che il confine tra tristezza e risentimento si fa così labile che non so più se mi sanguina il cuore o mi girano le palle, vorrei che qualcuno mi legasse le mani così strette da negarmi in modo permanente l'accesso alla tastiera del mio cellulare. Nell'era della riproducibilità digitale dei sentimenti la cosa migliore che qualcuno possa fare quando LUI non di fa sentire da ore, giorni ommiodio! Settimane è impedire di umiliarmi per l'ennesima volta attraverso la pulsantiera del mio Samsung... Già, mani legate, perché io so sperimentarmi in sofisticate forme di umiliazione da sim card. Dalla chiamata dell'horror vacui "Ciao volevo solo sapere come stavi" agli squilli per sondare la sua soglia di sopportazione. Senza ovviamente dimenticare un grande classico: le telefonate mute da numero rigorosamente privato che permettono di sapere se LUI ha il telefono spento o acceso, come se questo potesse in qualche modo donarmi sollievo. E con l'aumentare della disperazione la tecnica si affina. Sono da crisi nera gli esordi del tipo "Ah, sei tu, scusa, volevo chiamare mia madre" e il bugiardo impertinente "Ciao, ho trovato una tua chiamata". Poi ci sono le telefonate alcoliche delle 2, delle 3, perfino delle 4 di notte. Quando sto davvero male e mi capita anche di digitare il SUO numero alle 5 di mattina, ignorare la SUA voce impastata, e augurargli con tono fintamente entusiasta della vita il buongiorno. Poi ci sono gli SMS. Dopo quasi 10 anni di dipendenza dalla reperibilità assoluta ancora non ho imparato la regola fondamentale che gestisce lo scambio dei dannati messaggi. Centosessanta caratteri non sono sufficienti per: soffrire, recuperare una relazione, farlo capitolare, decidere di sposarsi o convivere, fare un figlio, comprare casa, decidere che è il momento giusto per una relazione totalmente, strettamente, imprescindibilmente monogama. Devo ammetterlo: centosessanta caratteri bastano solo per rispondere "Si" quando LUI scrive inaspettatamente e per primo una romanticheria tipo "Vieni subito con uno strano cappello e scarpe da urlo?"= Credo sia capitato a tutti almeno una volta nella vita di guardare ossessivamente il cellulare ogni 30 secondi aspettando in ansia la SUA chiamata..... Devo ammettere che nella prima parte del racconto mi si è leggermente stretto lo stomaco.... LEGATEMI LE MANI!!
|
commenti
|
|
a chi lo dici.....sono nella tua stessa situazione, mi odio per quanto mi son umiliata, piu' mi tratta male e piu' gli sto dietro, che io ci sia o meno per lui e' uguale ma io sempre li' a umiliarmi.....anche io vorrei che mi legassero le mani
|
| postato da gattinanera il 22/05/2008 10:07 | |




commenti
nuovo commento
pingback




